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Casale rischia il fallimento, Danna: “Faremo il possibile..."

Sabato, 01 Giugno 2013 08:24 Scritto da  Emanuele Olivetti
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Roberto Goveani Roberto Goveani

I nerostellati sono arrivati ad un bivio: "Siamo pronti a portare i libri in tribunale”.

 

A Casale si vivono momenti delicatissimi. Il rischio fallimento è dietro l’angolo e il calcio nella città monferrina rischia per l’ennesima volta di scomparire. O almeno di dover ricominciare da zero. Da Zanon (rappresentante della vecchia proprietà Foppiani) fino a Di Stanislao, passando per Goveani, nessuno sembra riuscire a dare garanzie per il futuro. A oggi in società sono rimasti il direttore sportivo Giorgio Danna e l’amministratore Domenico Falanga, uomo legato a Di Stanislao. Il succo è che nella stagione che dovrebbe festeggiare il centenario del primo scudetto, nella città monferrina il calcio sia latitante.
Il quadro che dipinge Danna è desolante: “La situazione è gravissima, non sembra che ci sia né la possibilità, né la voglia di fare. Le componenti interessate sono più di una, qualcuno è disponibile a salvare il Casale, altri non si fanno trovare. Di Stanislao era presente alla riunione con comune. Goveani invece è latitante, ed è la cosa che più mi delude: i problemi li ha creati la sua cessione della società quest’inverno. Anche Zanon (rappresentante della ex proprietà legata al gruppo Fopiani, ndr) si è dimostrato disponibile ad onorare i suoi impegni, ma vuole essere sicuro dove vadano i suoi soldi. E’ giusto che chi ha creato debiti al 31 dicembre (Goveani, ndr) faccia il suo. Di Stanislao dal canto suo ha portato solo debiti: tanta disponibilità a parole, ma i fatti sono pochi”. Parole che non lasciano tanto spazio ad interpretazioni. “Al 31 dicembre la società era in perdita di 350.000 euro, dopo che la chiusura della stagione precedente era in pari - spiega ancora Danna -. Mancano prese di posizione e dati di fatto concreti. Il Casale rischia di sparire dal panorama calcistico, speriamo che questo non succeda. Se tutti onorano i propri impegni la serie D si può fare. Se qualcuno pensa di scappare dopo disastri combinati, si ricordi che poi i nodi verranno al pettine. Il fallimento non credo che convenga a nessuno. L’unica cosa certa è che io farò di tutto perché si vada avanti, sono molto legato alla piazza. Sono tornato dopo il triennio ‘96-’99 con grande entusiasmo. Farò tutto quello che è nelle mie possibilità perché tutto vada nel verso giusto. Sto sondando la volontà di qualche personaggio, persone serie che vogliono fare le cose per bene, quindi ci vorrà un po’ di tempo. Noi intanto accelereremo i tempi, siamo anche pronti a portare subito i libri in tribunale e far eleggere un curatore fallimentare”. Forse questo è l’unico modo perché le varie parti chiamate in causa in questa sciagurata stagione nerostellata rispondano alle proprie responsabilità. Sennò qualcuno dovrà prendersi la responsabilità della sparizione del Casale dal panorama calcistico. Altrimenti si cercherà di ripartire dalla Serie D o anche da più sotto. Se non partirà l’iscrizione la retrocessione sarebbe in Promozione, ma è certo che si farebbe di tutto per garantire almeno l’Eccellenza. Tutto però è ancora appeso ad un filo, che a oggi sembra sottilissimo.

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