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Daidola: "Non mi dimetto, torno dopo Pasqua"

Giovedì, 27 Marzo 2014 17:25 Scritto da  Federico Spanu
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Daidola e Calamita Daidola e Calamita Il Corriere Sportivo

Dopo la comunicazione del Bra su un allontanamento tra il tecnico e la società, ecco le delucidazioni di Daidola

C'era del misterioso nel "passo indietro" riportato sul comunicato del Bra riguardo alla decisione consensuale tra Daidola e la società giallorossa. Sembrava un divorzio di comune accordo. Sembrava, appunto. Dosare le parole spesso è fondamentale. Invece non è nulla di tutto questo: Daidola lascia momentaneamente il Bra per motivi personali che gli provocheranno l'indisponibilità di allenare il gruppo per le prossime tre settimane. Appuntamento a dopo Pasqua, quando il mister dei braidesi si siederà di nuovo al tavolo col presidente Germanetti per discutere del futuro della prossima stagione. "Non cambia nulla per quest'anno. Quando sarà finito questo periodo ritornerà tutto come prima. Per quel che riguarda il prossimo anno si vedrà. Io spero che ci siano i presupposti per poter rimanere qua ma molto dipenderà anche dalle aspettative della società" ha detto il tecnico. 

Daidola poi analizza quella che è stata l'avventura del Bra in Lega Pro: "E' stata un'esperienza fantastica e formativa. Era evidente che il Bra non avrebbe potuto fare molto di più rispetto a quello che abbiamo fatto. Ci siamo dovuti confrontare con realtà decisamente diverse, sia dal punto di vista tecnico che economico. Società come il Rimini o il Mantova che qualche anno fa militavano in Serie B. E comunque anche se avessimo avuto 20 punti in più sarebbe cambiato poco. Un campionato che prevede la retrocessione diretta di sei squadre è una sfida realisticamente pesante da affrontare per una realtà come la nostra. Per fare la Lega Pro servono prerogative importanti". 

Prerogative che rendono obiettivamente molto difficile il ritorno a questi livelli dei giallorossi in un futuro prossimo: "La C unica porta conseguenze che per noi non sono sostenibili. Si parla di un aumento di costi, di parametri di contratto e di numeri di posti nella struttura che noi non ci possiamo permettere. Questo comporterà anche ad un aumento dal punto di vista del tasso tecnico che si spalmerà su tutte le varie categorie. Non solo una Lega Pro molto più complicata, ma di conseguenza anche una Serie D molto più tecnica, così come l'Eccellenza o la Promozione".

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