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La sfida a 15mila società

Lunedì, 14 Ottobre 2013 00:00 Scritto da 
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Tra l’Assocalciatori e la Lega Nazionale Dilettanti l’amore non è mai scoccato. In questo momento però il rapporto è ai minimi storici. Complice l’ennesima presa di posizione di Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, che in settimana ha lanciato su alcuni quotidiani nazionali una campagna per abolire il vincolo dei calciatori dilettanti. Il messaggio pubblicitario usa toni forti: “liberi di giocare” a caratteri cubitali. e più in basso l’invito ai diretti interessati: “anche tu schiavo del vincolo?”. Un’uscita non tempestiva, quella dell’ex centrocampista di Roma e Nazionale. La politica sportiva è materia complicata: manovre e appoggi non si ottengono certo mettendosi contro un mondo che conta 70mila squadre e 15mila società. Tommasi però è determinato: ”È assurdo che un dilettante sia vincolato alla società di appartenenza più di un giovane professionista. Vogliamo cambiare questo sistema. Undici anni di vincolo sportivo non sono una congrua durata. Alla maggiore età un giovane deve poter decidere dove giocare stagione per stagione”.
La Lnd è pronta a dare battaglia al prossimo Consiglio Federale, ma il suo presidente Carlo Tavecchio, raggiunto al telefono, ha anticipato al nostro settimanale la linea del calcio dilettantistico: “Con questa manovra Tommasi ha creato attriti di notevole portata. Noi non condividiamo questo atteggiamento. Abolire il vincolo? Noi ci opponiamo. La loro campagna mediatica? Contano i fatti. Sono le società della Lnd a pagare l’attività. Quando i calciatori sosterranno gli oneri come avviene in Francia, vedremo di lasciargli il cartellino. Fin tanto che saremo noi a mantenere il sistema calcio, il vincolo resta”. Più chiaro di così?

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